domenica 20 settembre 2009

Unico e l'Agenzia delle Entrate: prima puntata

Sono in procinto di completare il modello Unico e spedirlo per via telematica all'Agenzia delle Entrate. Finalmente è possibile l'invio telematico anche per le persone fisiche. È bello quando anche in Italia le cose funzionano.

Infatti, non sempre l'Italia è inferiore, anzi.

Sto cercando qualche informazione in più riguardo alla dichiarazione di redditi da lavoro dipendente prodotti all'estero, nel mio caso in Norvegia. Da quanto ho scoperto in questo periodo, è consigliabile dichiarare i redditi prodotti all'estero in tutti e due i paesi. In questo modo, in base ai trattati di "cooperazione?" fiscale, entrambi i paesi vengono a conoscenza dei redditi, e quindi evitano la doppia imposizione fiscale.

Sicuramente un commercialista potrebbe spiegarlo meglio, comunque il mio problema è che cercando un po' in giro, non sono riuscito a trovare molto sull'argomento. Quando finalmente ho una pensata.

Perché sempre questa sfiducia subconscia nelle istituzioni italiane? Proviamo a contattare l'Agenzia delle Entrate direttamente, no? Benissimo. Proviamo.

Prima opzione, il telefono. C'è il n. di telefono ed è anche indicato il n. che bisogna chiamare da cellulare. Perfetto. Addirittura quello dall'estero. Grande. Ovviamente si paga la tariffa internazionale. Mmh... vabe', lasciamola come seconda opzione. Magari c'è la mail?

Sì, c'è. Si chiama webmail. Gia' qui uno potrebbe vagamente insospettirsi. Comunque. Andiamo avanti. Informazioni sulla webmail:

http://www1.agenziaentrate.it/comunicare/contact_center/index.htm



Peccato. Sembra che abbiano già ricevuto il "massimo numero di mail". Riprovare più tardi. Provero' con il telefono.

Comunque, dai, non male.

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lunedì 20 luglio 2009

Ritorno in Italia per le vacanze estive

Era un po' che non postavo. Oggi 2 in un colpo...

È previsto il nostro ritorno in patria dal 15 di agosto al 5 settembre, per la felicità di amici e parenti, che speriamo di incontrare numerosi.
Prenotatevi perché 3 settimane volano e sicuramente avremo un sacco da fare, anche se i battesimi per ora sono andati.

Le date utili saranno dal 16/8 al 4/9. Via alle prenotazioni!

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mercoledì 25 febbraio 2009

Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale...

"Prendete e leggetene tutti".

http://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2009-02-24&task=dettaglio&numgu=45&redaz=009G0019

Per capire tutto bisogna armarsi di codice civile e penale. In ogni caso, stralciando qua e la', si puo' comunque cogliere qualcosa di molto interessante.
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di introdurre
misure per assicurare una maggiore tutela della sicurezza della
collettivita', a fronte dell'allarmante crescita degli episodi
collegati alla violenza sessuale, attraverso un sistema di norme
finalizzate al contrasto di tali fenomeni e ad una piu' concreta
tutela delle vittime dei suddetti reati, all'introduzione di una
disciplina organica in materia di atti persecutori, ad una piu'
efficace disciplina dell'espulsione e del respingimento degli
immigrati irregolari, nonche' ad un piu' articolato controllo del
territorio;


"Allarmante crescita degli episodi"? Non è che semplicemente c'è una campagna "pubblicitaria" di questi episodi negli ultimi tempi sulle TV e sui giornali?

E poi, perché mescolare "violenza sessuale", "controllo del territorio" e "espulsione e respingimento degli immigrati irregolari" ?

È una specie di prendi 3 e paghi 2? Un'emergenza? Siamo seri! Sono emergenze queste? Le emergenze sono altre! Sono le persone che hanno perso e stanno perdendo il posto di lavoro in Italia, sono le politiche agricole, ambientali, di riciclo dei rifiuti ed energetiche.

Ah, sì, effettivamente, il nostro presidente del consiglio ha appena deciso di portare tutti gli italiani nella nuova era del nucleare. Fantastico. Protestero' ufficialmente contattando i parlamentari. Fatelo anche voi. La lista completa è ovviamente pubblica.

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mercoledì 18 febbraio 2009

I norvegesi alle prese con il cibo italiano

Primo video, l'inviato speciale a Parma:

http://www1.nrk.no/nett-tv/klipp/5447


Secondo video, sempre l'inviato speciale, questa volta si cimenta con la pizza:

http://www1.nrk.no/nett-tv/klipp/447
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mercoledì 14 gennaio 2009

Interessante articolo tedesco

Segnalo un interessante articolo tedesco che riassume in una paginetta la tragedia di Alitalia.

È riportato, tradotto in italiano, su "Italia dall'Estero":

http://italiadallestero.info/archives/2648

L'articolo originale in tedesco:

http://www.tagesschau.de/kommentar/alitalia130.html

Alé!

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domenica 21 dicembre 2008

La catena di S. Antonio delle sfighe

L'ultima volta dicevo che l'indomani mattina, martedì 16, saremmo partiti per l'Italia. Bene. Da quel momento abbiamo avuto una "serie di sfortunati eventi" davvero inusuale. Ecco un riassunto, o una "fredda cronaca".

Il piano era prendere l'aereo da Oslo a Venezia (KLM) con scalo ad Amsterdam, per poi continuare in auto fino a casa. Semplicissimo. Abbiamo cercato di evitare Alitalia per non incorrere in rischio di cancellazioni, ancora molto frequenti.

La "carovana" viaggiante comprendeva 2 valigioni imbottiti per un totale di 25 Kg, 2 zaini pieni in spalla, 1 zainetto di Andrea, passeggino doppio pieno di roba e la gabbietta di Ercole con Ercole dentro. Potete immaginare l'estrema semplicità di muovere un cotale carico.

La mattina alle 7 e mezza prendiamo la metro fino a Jernbanetorget e poi il Flytoget fino all'aeroporto di Gardermoen. Fin qui, tutto ok.

Il volo KLM partiva alle 9:50. Alle 9:45 ancora niente imbarco. Tempo da lupi ovviamente, neve e ghiaccio sulla pista. Alle 9:50 la partenza viene spostata alle 10:10. Poi 10:30. Approfittiamo per bagno, spuntino, ... I bimbi nel frattempo piangono, ridono, scherzano, urlano, ... Nuova partenza 11:00. Poi 11:30. Quasi due ore di ritardo in partenza. Il volo collegato, KLM da Amsterdam a Venezia, previsto per le 14:40 sembra a questo punto in pericolo, ma ce la possiamo ancora fare.

Siamo in volo finalmente. Dopo 1 ora e mezza di volo, a mezz'ora circa dalla destinazione finale, un lugubre messaggio del capitano avvisa che stiamo "girando in tondo" aspettando istruzioni da Amsterdam, in quanto il tempo là è proibitivo: ghiaccio e nebbia, visibilità prossima allo zero. Probabilmente l'aereo, anche a causa di un guasto tecnico annunciato, non era perfettamente attrezzato per il volo strumentale. Quindi aspettiamo e girotondiamo.

Altro messaggio. Nessun miglioramento meteo, siamo costretti ad atterrare a Brussels. Disperazione in cabina. Il volo collegato a questo punto è irrimediabilmente perso. O no? Il comandante annuncia che fra 20 minuti è previsto l'atterraggio a Brussels. Mmh. 20 minuti alla media di 500 km/h, fanno circa 150 km. Quanto ci puo' volere poi da Brussels ad Amsterdam, poniamo in autobus? Facciamo una media di 50 km/h. Circa 3 ore. Un suicidio.

L'ora e mezza successiva la passiamo in attesa sull'aereo fermo, aspettando istruzioni a Brussels. Ci spiegano che saremo "imbarcati" su un autobus (...) per Amsterdam, da dove potremo continuare, con comode rate, il nostro viaggio. Gli assistenti scappano via con tutti gli altri viaggiatori prima che noi si riesca a riaprire il passeggino, avere ragione degli zaini e sistemare bimbi e gatti al loro posto. Perdiamo di vista tutti quanti. Non sappiamo come procedere.

Stringo. Quando tutti ormai sono sull'autobus, pronti al calvario, mi dirigo verso la biglietteria KLM/Air France (sono circa le 16), e chiarisco la mia filosofia sul futuro: "Non posso prendere l'autobus per nessun motivo". La tipa, senza scomporsi: "So... what can I do for you?". "What's the first connecting flight from Brussels to Venice?".

L'ho buttata lì, ormai disperato. "Ci sarebbe un volo per Venezia con la nostra compagnia partner Alitalia"... Devo pensarci? No! Accettato. "Devo pagare qualcosa per questo?". "No, le facciamo il cambio dei biglietti".

Fantastico. Pero' si fa scalo a Roma Fiumicino. Rifacciamo il check-in. Dobbiamo far smontare i bambini dal passeggino, togliere giubbotti, zaini. Piegare il passeggino. Passiamo il metal detector. E sto str***o che fa? Suona ovviamente. Perquisizione completa, mia e di Andrea. A Tamara fanno togliere anche gli stivali. Quando, a 5 minuti dalla partenza dell'aereo, ci ridanno tutto, dobbiamo correre per raggiungere il gate per l'imbarco.

Quando saliamo sull'aereo i bambini sono esausti. Ercole per fortuna rimane in silenzio. Temiamo sia morto nel frattempo. No, tutto ok. Bene.

1 ora di volo e siamo a Roma. Chiedo del passeggino, che avevo imbarcato sull'aereo. Non c'è. Sarà recapitato a Venezia. Strano, ma va bene. Avevamo 1 ora di tempo per il volo collegato, ma siccome da Roma siamo partiti 20 minuti dopo, abbiamo poco tempo. E, guarda caso, il gate per Venezia è da tutt'altra parte del terminal.
Cerco di correre con Andrea, 2 zaini ed Ercole, ma è impossibile. Riusciamo ad arrivare all'aereo tipo 2 minuti prima della partenza, sudati come mufloni.

Andrea pero' si rifiuta di salire. Il comandante lo prende in braccio e gli mostra la cabina di pilotaggio! Andrea impazzisce. Lucine, leve e interruttori dappertutto. Si distrae un po' per fortuna. Il comandante poi lo accompagna a sedersi con noi.

Stringo ancora. Arriviamo finalmente a Venezia. Sono le 22:45. Andiamo alla consegna bagagli. Il nastro gira, ma la consegna sembra già finita. Dei nostri bagagli non c'è neanche l'ombra. Nessun bagaglio. Due valigioni pieni e il passeggino sono smaterializzati, come in Star Trek.

Una signora urla al vuoto se a qualcuno manca bagaglio da Roma. Non aveva tessera identificativa. Penso sia rivolta a un gruppo di ragazzi provenienti da Kiev, che stanno ancora lì trafficando con i loro bagagli. Probabilmente manca qualcosa.

La signora sparisce. Mi viene il dubbio. Vado a ripescarla proprio mentre sta sparendo dietro il cancello di uscita. Le urlo dietro. La signora mi sente. Fa finta di niente e se ne va.

Mentre Tamara, Andrea e Giulia vanno a salutare i nonni, io resto. Mi metto in coda per la denuncia dei bagagli smarriti. Davanti a me, un operatore della RAI, anche lui da Roma. Anche lui ha perso parte del bagaglio.

Un'ora dopo, sono fuori, senza nessun bagaglio e senza passeggino. Partiamo in macchina, siamo stanchissimi. Giulia comincia a strillare perché ha fame. Ci dobbiamo fermare. Verso le due di notte siamo finalmente a casa, stremati. I bimbi non dormiranno molto bene.

E' finita? Ovviamente no...

Mattina dopo. Andrea si sveglia pimpante. Noi siamo ancora in coma profondo. Prima che mi renda conto di cosa succede, Andrea mi pianta una macchinina di metallo nell'occhio sinistro. Il dolore è fortissimo. Per qualche ora non riesco ad aprire gli occhi. Poi si calma, ma ogni volta che sbatto le palpebre, ho un dolore fastidiosissimo.

Il giorno dopo vado dal medico curante, che mi manda al pronto soccorso con una visita d'urgenza. Il pronto soccordo mi manda in oculistica. Aspetto quasi 3 ore. Urgentissimo, eh? Il dolore è persistente. L'occhio mi lacrima in continuazione. Nessuno sembra farci molto caso.

Finalmente arriva il mio turno. La dottoressa, Flavia Miani dell'ospedale di Udine, mi sbeffeggia: "Ha resistito, eh?" Fantastico. Mossi a compassione, mi danno qualche goccia di anestetico. Finalmente il dolore magicamente sparisce. Un sollievo che è difficile spiegare. Risultato: una lesione corneale. Bendaggi e pomata antibiotica per 3/4 giorni e tutto andrà a posto. Speriamo.

Nel frattempo... I bagagli sono stati ritrovati!! Esultiamo, ma è troppo presto. Il manubrio del passeggino è spaccato. Il passeggino è quasi inutilizzabile. Il corriere scarica tutto sulla SAV, la SAV scarica su Alitalia. Alitalia accusa il corriere. Il circolo è completo. E l'utente è insoddisfatto. La denuncia è in corso di preparazione. :)

Ancora non è finita. Il giorno dopo ancora, andiamo dai nonni di Portogruaro e Andrea mette la mano sinistra sul caminetto di ghisa. Scottatura!!!
Il giorno dopo ancora, ci ritroviamo tutti con influenza, tosse, catarro e moccoli da chilo.

Sarà mai finita? Per essere una vacanza, direi che è la peggiore mai fatta.
Spero che almeno imprimendo tutte queste sfighe sul blog, la catena si fermi. Speriamo...

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martedì 16 dicembre 2008

Ritorno in Italia

Domani mattina ritorniamo in Italia!!!
Fino a fine anno. Quindi se volete rivederci, fatevi sentire.
Via mail o qui, altrimenti il cellulofono italiano non funziona.

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domenica 12 ottobre 2008

Ci sarà mai un limite? Ovvero, faccia d'asfalto...

Ci sarà mai un limite per questi comportamenti scellerati?
Sembra che ogni volta ne arrivino di più nuove e grandi di prima...

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/parmalat-richiesta-pm/norma-salvaprocessi/norma-salvaprocessi.html

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lunedì 1 settembre 2008

Ritorno a casa

dove "casa" è quella di Oslo in questo caso. Sabato pomeriggio siamo ritornati in Norvegia, con un volo diretto da Venezia, con papà, mamma, Andrea, Giulia ed Ercole.

È stata un'avventura decisamente ai limiti del paranormale. La mattina a Venezia siamo stati "vittime" di una sindrome da stress da code aeroportuali. Potete immaginarvi il viaggiare con due bambini, un passeggino doppio, un gatto in gabbia, 2 valigie, uno zaino, zainetto dei bimbi, pannolini, cuccietti, borsa del pranzo. Una carovana viaggiante.

E meno male che non abbiamo portato quasi nulla per noi di vestiario e quant'altro.
Comunque... ce l'abbiamo fatta. E siamo riusciti a partire con il nuovo documento per l'espatrio di Giulia, fatto in Questura a tempo di record (tipo 3-4 giorni).

La Norvegia ci ha accolto direi bene. Ecco la "fredda cronaca".

Arrivati in aeroporto a Oslo, la carovana scende dall'aereo. Andiamo a "claimare" i bagagli e qui la prima amara sorpresa. Sì. Purtroppo. Si tratta della nostra veterana valigia rigida. Tenuta ancora insieme, ma sfondata in più punti.
Altra sorpresa, non si trova il passeggino doppio. Non dico PGT (panico totale globale) ma poco ci manca.

Per farla breve, il passeggino l'ho trovato in fondo all'ultimo nastro bagagli. Per la valigia, ormai privo di speranza, vado a denunciare il fatto all' "Arrival Service" della SAS. La tipa mi fa: "Vuole una valigia nuova di quelle che abbiamo qui, oppure vuole andarsela a comprare lei in negozio, le facciamo un buono?".

"Eehh??"

Vabe', alla fine ci hanno omaggiato di una Samsonite rigida circa il doppio più grande di quella che avevamo, avuta da Tamara con i punti della benzina. Comunque un'onesta valigia lavoratrice... :)

Stanchi del viaggio, abbiamo optato per un taxi dall'aeroporto a casa.
Ecco, se volete un consiglio: MAI PRENDERE UN TAXI DALL'AEROPORTO. Non è stato onesto. Mi aveva detto una cifra alla partenza e poi mi ha sparato di più alla fine, facendo finta di non sapermi parlare in inglese.

Costo del taxi: 1480 NOK, circa 170 €

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lunedì 18 agosto 2008

Siamo di nuovo in Italia

Contrariamente alle fosche previsioni, siamo riusciti (legalmente) a ritornare in Italia con Giulia al seguito. Ora in fretta e furia prepareremo i documenti necessari al ritorno.

Il Consolato italiano a Oslo mi ha fornito informazioni completamente sbagliate, facendomi perdere tempo e giornate lavorative per inseguire esigenze burocratiche inesistenti. Nonostante il loro contributo, siamo in Italia e contiamo di tornare in Norvegia a fine mese.

Comunicazione di servizio. A tutti quelli che stanno leggendo in tempo utile: contattatemi per posta elettronica per incontrarci. Il mio cellulare italiano non è più operativo. Ci sono un sacco di cose di cui parlare! :)

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martedì 22 luglio 2008

L'immunità per "la banda dei 4" passa in Senato

La farsa è compiuta. Il Senato ha approvato definitivamente il lodo Alfano, nell' indignazione-indifferenza generale.

A parte la vergogna che provo in questo momento, è interessante notare come ci siano articoli che fanno notare come la tanto decantata immunità, "presente ovunque in Europa", in realtà esiste solo in minima parte (Repubblica - "Anomalia tutta italiana").

Tutti quelli che protestano sono ovviamente "giustizialisti" e/o "antiberlusconisti". Mio Dio.

Le Monde riassume bene (se capisco) in questo articolo
lo scempio a cui l'Italia andrà incontro prossimamente con le annunciate riforme sulla giustizia.

Mi è sembrata una gara di velocità. Chi avrebbe fatto prima? I giudici di Milano a emettere la sentenza Mills, o il governo e le camere a bloccarlo?

La cosa secondo me più deprimente sono i commenti di alcuni lettori dell'edizione online del Giornale. Seconda pagina. Qui.

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domenica 22 giugno 2008

Tempo di tasse...


Per chi decidesse - incautamente - di avventurarsi in uno stato estero, sappiate che la materia fiscale inevitabilmente si complica.

Innanzitutto c'è la questione primaria: residente o non-residente? Se sì è residenti nello stato estero, alcune cose cambiano. Se non si è residenti, tutto rimane com'era negli anni precedenti.

Peccato che cio' valga per l'Italia. Per la Norvegia, ad esempio, tu residente lo sei dopo 6 mesi di permanenza (e a patto che tu dichiari l'intenzione di rimanervi per più di un anno). Quindi? Potrebbe succedere che si sia residenti un due paesi contemporaneamente, oppure in nessuno dei due...

Avevo già raccontato della dichiarazione dei redditi norvegese. Passiamo a quella italiana. Innanzitutto si prende contatto con l'Ambasciata e poi il Consolato. Purtroppo pero' il consolato se non si è ufficialmente residenti all'estero, tramite l' iscrizione all'AIRE, non fa nulla. Magari da qualche informazione, ma nulla più.

Ma allora, se io non so se voglio stare in Norvegia, cosa devo fare? Iscrivermi o no? Un bel casino. Comunque, fortunatamente l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione un software per la compilazione dell' Unico 2008.

Tecnicamente parlando, non è uno spettacolo, e richiede una versione di Java virtual machine un pelo vecchia (1.5.0_14). Non funziona con versioni più recenti, purtroppo. In ogni caso, funziona! E permette di compilare l'Unico molto facilmente e correggendo immediatamente eventuali errori e segnalando le informazioni mancanti.

Da quel che ho capito, mi sarà possibile inviare la dichiarazione dei redditi da qui, per via telematica, previa richiesta di un pin.

Il PIN l'ho richiesto, ora vediamo che succede.
Speriamo bene, comunque per ora Norvegia 1 - Italia 1.

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