giovedì 30 luglio 2009

Disegnamo sul muro!

Andrea e Giulia si divertono a disegnare sul muro, anche se siamo già in orario serale, quindi sono un po' agitati "da stanchezza"...

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domenica 5 aprile 2009

Andrea cresce...

Nell'ultimo post ho scritto di asili perché abbiamo appena fatto la richiesta di iscrizione all'asilo per Andrea. Probabilmente gli sarà assegnato un posto a settembre. Staremo a vedere.

Intanto Andrea cresce e il suo cervello elabora sempre di più. :-)

Ora riconosce le stazioni della metropolitana, e sa anticiparne i nomi. Conosce diversi libri a memoria, buona parte dell'alfabeto e dei numeri. Ha un'ottima memoria fotografica, occhio e orecchio fino. Inventa anche molti giochi di fantasia.

Quando andiamo a fare la spesa, lui ha le sue preferenze ormai. C'è una particolare marca di biscotti di cui la scatola di cartone è fatta in modo da essere riutilizzata come automobile, con le ruote, il parabrezza, i fanali, ... Lui ormai vuole solo quelle, ce ne sono diversi modelli. I biscotti nella scatola sono fatti a forma di alfabeto. Quindi ogni mattina ci divertiamo a "imparare" le lettere dell'alfabeto mangiando biscotti a colazione...

Quando un biscotto è rotto, lui dice "K rotta", oppure "T, Tamara, rotta".

Bravissimo!

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lunedì 19 gennaio 2009

Andrea e Giulia crescono

Crescono ad una velocità incredibile.

Andrea ormai è definitivamente entrato nella fase dei "no!". Ora oppone un fiero rifiuto a molte nostre richieste. E anzi, lo fa con un po' di spavalderia, come per vedere che cosa succede se lui si oppone. Quindi credo stia prendendo sempre più coscienza di sè.

Da poco ho finito di leggere un libro alternativo sull'educazione, ed è interessante notare quanto, in questa fase di Andrea, sia difficile mantenere calma e fermezza nonostante i suoi "secchi rifiuti".

Comunque anche papà ha la testa dura, e non molla.

Giulia invece, ormai di 9 mesi, trae gioia e soddisfazione dal gattonare in giro per casa. Ora ha preso anche ad alzarsi. Si tira su appoggiandosi a qualsiasi cosa, sedie, tavoli, cassetti, maniglie. E poi soprattutto vuole stare in piedi. Anche se traballa tutta, ha le gambe molleggiate, sembrano di gelatina... non importa, lei vuole stare in piedi...

E ride, ride...

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domenica 21 dicembre 2008

La catena di S. Antonio delle sfighe

L'ultima volta dicevo che l'indomani mattina, martedì 16, saremmo partiti per l'Italia. Bene. Da quel momento abbiamo avuto una "serie di sfortunati eventi" davvero inusuale. Ecco un riassunto, o una "fredda cronaca".

Il piano era prendere l'aereo da Oslo a Venezia (KLM) con scalo ad Amsterdam, per poi continuare in auto fino a casa. Semplicissimo. Abbiamo cercato di evitare Alitalia per non incorrere in rischio di cancellazioni, ancora molto frequenti.

La "carovana" viaggiante comprendeva 2 valigioni imbottiti per un totale di 25 Kg, 2 zaini pieni in spalla, 1 zainetto di Andrea, passeggino doppio pieno di roba e la gabbietta di Ercole con Ercole dentro. Potete immaginare l'estrema semplicità di muovere un cotale carico.

La mattina alle 7 e mezza prendiamo la metro fino a Jernbanetorget e poi il Flytoget fino all'aeroporto di Gardermoen. Fin qui, tutto ok.

Il volo KLM partiva alle 9:50. Alle 9:45 ancora niente imbarco. Tempo da lupi ovviamente, neve e ghiaccio sulla pista. Alle 9:50 la partenza viene spostata alle 10:10. Poi 10:30. Approfittiamo per bagno, spuntino, ... I bimbi nel frattempo piangono, ridono, scherzano, urlano, ... Nuova partenza 11:00. Poi 11:30. Quasi due ore di ritardo in partenza. Il volo collegato, KLM da Amsterdam a Venezia, previsto per le 14:40 sembra a questo punto in pericolo, ma ce la possiamo ancora fare.

Siamo in volo finalmente. Dopo 1 ora e mezza di volo, a mezz'ora circa dalla destinazione finale, un lugubre messaggio del capitano avvisa che stiamo "girando in tondo" aspettando istruzioni da Amsterdam, in quanto il tempo là è proibitivo: ghiaccio e nebbia, visibilità prossima allo zero. Probabilmente l'aereo, anche a causa di un guasto tecnico annunciato, non era perfettamente attrezzato per il volo strumentale. Quindi aspettiamo e girotondiamo.

Altro messaggio. Nessun miglioramento meteo, siamo costretti ad atterrare a Brussels. Disperazione in cabina. Il volo collegato a questo punto è irrimediabilmente perso. O no? Il comandante annuncia che fra 20 minuti è previsto l'atterraggio a Brussels. Mmh. 20 minuti alla media di 500 km/h, fanno circa 150 km. Quanto ci puo' volere poi da Brussels ad Amsterdam, poniamo in autobus? Facciamo una media di 50 km/h. Circa 3 ore. Un suicidio.

L'ora e mezza successiva la passiamo in attesa sull'aereo fermo, aspettando istruzioni a Brussels. Ci spiegano che saremo "imbarcati" su un autobus (...) per Amsterdam, da dove potremo continuare, con comode rate, il nostro viaggio. Gli assistenti scappano via con tutti gli altri viaggiatori prima che noi si riesca a riaprire il passeggino, avere ragione degli zaini e sistemare bimbi e gatti al loro posto. Perdiamo di vista tutti quanti. Non sappiamo come procedere.

Stringo. Quando tutti ormai sono sull'autobus, pronti al calvario, mi dirigo verso la biglietteria KLM/Air France (sono circa le 16), e chiarisco la mia filosofia sul futuro: "Non posso prendere l'autobus per nessun motivo". La tipa, senza scomporsi: "So... what can I do for you?". "What's the first connecting flight from Brussels to Venice?".

L'ho buttata lì, ormai disperato. "Ci sarebbe un volo per Venezia con la nostra compagnia partner Alitalia"... Devo pensarci? No! Accettato. "Devo pagare qualcosa per questo?". "No, le facciamo il cambio dei biglietti".

Fantastico. Pero' si fa scalo a Roma Fiumicino. Rifacciamo il check-in. Dobbiamo far smontare i bambini dal passeggino, togliere giubbotti, zaini. Piegare il passeggino. Passiamo il metal detector. E sto str***o che fa? Suona ovviamente. Perquisizione completa, mia e di Andrea. A Tamara fanno togliere anche gli stivali. Quando, a 5 minuti dalla partenza dell'aereo, ci ridanno tutto, dobbiamo correre per raggiungere il gate per l'imbarco.

Quando saliamo sull'aereo i bambini sono esausti. Ercole per fortuna rimane in silenzio. Temiamo sia morto nel frattempo. No, tutto ok. Bene.

1 ora di volo e siamo a Roma. Chiedo del passeggino, che avevo imbarcato sull'aereo. Non c'è. Sarà recapitato a Venezia. Strano, ma va bene. Avevamo 1 ora di tempo per il volo collegato, ma siccome da Roma siamo partiti 20 minuti dopo, abbiamo poco tempo. E, guarda caso, il gate per Venezia è da tutt'altra parte del terminal.
Cerco di correre con Andrea, 2 zaini ed Ercole, ma è impossibile. Riusciamo ad arrivare all'aereo tipo 2 minuti prima della partenza, sudati come mufloni.

Andrea pero' si rifiuta di salire. Il comandante lo prende in braccio e gli mostra la cabina di pilotaggio! Andrea impazzisce. Lucine, leve e interruttori dappertutto. Si distrae un po' per fortuna. Il comandante poi lo accompagna a sedersi con noi.

Stringo ancora. Arriviamo finalmente a Venezia. Sono le 22:45. Andiamo alla consegna bagagli. Il nastro gira, ma la consegna sembra già finita. Dei nostri bagagli non c'è neanche l'ombra. Nessun bagaglio. Due valigioni pieni e il passeggino sono smaterializzati, come in Star Trek.

Una signora urla al vuoto se a qualcuno manca bagaglio da Roma. Non aveva tessera identificativa. Penso sia rivolta a un gruppo di ragazzi provenienti da Kiev, che stanno ancora lì trafficando con i loro bagagli. Probabilmente manca qualcosa.

La signora sparisce. Mi viene il dubbio. Vado a ripescarla proprio mentre sta sparendo dietro il cancello di uscita. Le urlo dietro. La signora mi sente. Fa finta di niente e se ne va.

Mentre Tamara, Andrea e Giulia vanno a salutare i nonni, io resto. Mi metto in coda per la denuncia dei bagagli smarriti. Davanti a me, un operatore della RAI, anche lui da Roma. Anche lui ha perso parte del bagaglio.

Un'ora dopo, sono fuori, senza nessun bagaglio e senza passeggino. Partiamo in macchina, siamo stanchissimi. Giulia comincia a strillare perché ha fame. Ci dobbiamo fermare. Verso le due di notte siamo finalmente a casa, stremati. I bimbi non dormiranno molto bene.

E' finita? Ovviamente no...

Mattina dopo. Andrea si sveglia pimpante. Noi siamo ancora in coma profondo. Prima che mi renda conto di cosa succede, Andrea mi pianta una macchinina di metallo nell'occhio sinistro. Il dolore è fortissimo. Per qualche ora non riesco ad aprire gli occhi. Poi si calma, ma ogni volta che sbatto le palpebre, ho un dolore fastidiosissimo.

Il giorno dopo vado dal medico curante, che mi manda al pronto soccorso con una visita d'urgenza. Il pronto soccordo mi manda in oculistica. Aspetto quasi 3 ore. Urgentissimo, eh? Il dolore è persistente. L'occhio mi lacrima in continuazione. Nessuno sembra farci molto caso.

Finalmente arriva il mio turno. La dottoressa, Flavia Miani dell'ospedale di Udine, mi sbeffeggia: "Ha resistito, eh?" Fantastico. Mossi a compassione, mi danno qualche goccia di anestetico. Finalmente il dolore magicamente sparisce. Un sollievo che è difficile spiegare. Risultato: una lesione corneale. Bendaggi e pomata antibiotica per 3/4 giorni e tutto andrà a posto. Speriamo.

Nel frattempo... I bagagli sono stati ritrovati!! Esultiamo, ma è troppo presto. Il manubrio del passeggino è spaccato. Il passeggino è quasi inutilizzabile. Il corriere scarica tutto sulla SAV, la SAV scarica su Alitalia. Alitalia accusa il corriere. Il circolo è completo. E l'utente è insoddisfatto. La denuncia è in corso di preparazione. :)

Ancora non è finita. Il giorno dopo ancora, andiamo dai nonni di Portogruaro e Andrea mette la mano sinistra sul caminetto di ghisa. Scottatura!!!
Il giorno dopo ancora, ci ritroviamo tutti con influenza, tosse, catarro e moccoli da chilo.

Sarà mai finita? Per essere una vacanza, direi che è la peggiore mai fatta.
Spero che almeno imprimendo tutte queste sfighe sul blog, la catena si fermi. Speriamo...

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domenica 28 settembre 2008

Gita a Tusenfryd

Oggi era una bellissima giornata di sole, e abbiamo deciso di andare a Tusenfryd, letteralmente i "mille divertimenti", il più grande parco giochi della Norvegia.



Sicuramente ci torneremo perché ci sono diverse attrazioni anche per mamma e papà. Intanto Andrea si è divertito correndo liberamente dappertutto. Le varie giostre non è che siano proprio attraenti per lui. Preferisce le pozze o gli spruzzi d'acqua e soprattutto le ruote. Anche gli scivoli vanno benissimo.



Giulia ha più o meno sempre dormito...



Le foto della giornata le abbiamo messe su Picasa.



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martedì 23 settembre 2008

I miei patati...

Giulia e Andrea crescono a vista d'occhio. E con quello che mangiano non faccio fatica a capire.

Andrea ormai parla senza problemi e ripete tutto quello che sente la prima volta, sia parlato che a gesti. Ogni tanto ci sorprende con dei lampi di intelligenza inaspettati, anche considerando il suo "livello mostruoso" :-)

Giulia manipola tantissimo, si diverte a essere strizzata e sballottata, e ha uno sguardo furbetto, molto furbetto...

Si svegliano tutti e due sincronizzati ogni mattina alle 6:00.

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martedì 9 settembre 2008

Giornata difficile

Ieri sono rimasto a casa per aiutare Tamara con i bimbi, visto che avevano tutti raffreddore e influenza probabilmente.

La legge norvegese permette ai padri e alle madri alcuni giorni di ferie pagati quando qualcuno dei figli, oppure il genitore che se ne prende cura, è ammalato.

È stata una delle giornate più impegnative e stressanti. I bambini avevano le paturnie continuate, pianti isterici per ore. Probabilmente è anche per colpa del raffreddore, che rende tutti deboli, stanchi e fastidiosi.

Comunque... è molto più rilassante andare a lavorare. :)

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domenica 15 giugno 2008

Giulia fa i versetti

Lei fa prove tecniche vocali, mentre Andrea si scatena in sottofondo.

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