sabato 13 febbraio 2010

Foreldresamtale

"Foreldre" = genitori + "sam" = insieme + "tale" = parlare. Tradotto in italiano è il "colloquio con i genitori" all'asilo di Andrea. Ci siamo stati una settimana fa. Andrea è ormai ben inserito nel suo asilo, si trova bene con buona parte dei suoi amichetti e parla tranquillamente con gli altri in norvegese.

Anzi, ci hanno detto che è una specie di mascotte o "idolo" dell'asilo: è l'unico che parla italiano, e lo sta insegnando agli altri bimbi. La mamma di Axel ci ha detto che ora lui a casa invece di chiamare la macchinine "biler" le chiama "macchinen". Andrea gliel'ha insegnato :)

È impressionante vedere altre persone rivolgersi a lui in norvegese e sentirlo rispondere. Veramente sorprendente.

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sabato 19 settembre 2009

Andrea all' asilo!

Ebbene sì, il momento fatidico è arrivato! Andrea ha iniziato ad andare all'asilo a Oslo il 7 settembre, quindi un paio di settimane fa.

L'esperienza è sicuramente coinvolgente ed emozionante per tutti, mamma e papà compresi. Anche Giulia, che si trova sicuramente a suo agio con tanti giochi a disposizione.

L'asilo è inserito nel bellissimo parco del fiume Akerselva, e le persone che si occupano di Andrea hanno molta esperienza con bambini che ancora non parlano il norvegese. Siamo molto contenti dell'accoglienza che Andrea sta ricevendo. Ci sono Amir, Emily e Beate, e poi Helen, la pedagogista che lo segue in modo speciale.

Sono rimasti tutti un po' sorpresi quando Andrea, dopo una sola settimana, ha cominciato a parlottare in norvegese! E non ha ancora perso l'entusiasmo. Ogni mattina è sempre contento di andare, anche se non sempre siamo in orario.

Comunque niente stress. Siamo in Norvegia.

Giovedì abbiamo partecipato al foreldresuppe, la "zuppa dei genitori". Tutti i bambini hanno collaborato a preparare questa zuppa, e poi, verso le 3 e mezza del pomeriggio, i genitori potevano trovarsi insieme ai propri bambini per mangiare questa zuppa di verdure. È stato piacevole, e abbiamo conosciuto diversi genitori, norvegesi e non, anglofoni e non.

C'era ad esempio Sandra, una ghanese vissuta a Londra per diversi anni, qui da circa sette, se ho capito bene, con 4 figli e un'altra in arrivo. Complimenti!

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domenica 19 luglio 2009

Barnehage

Andrea andrà presto all'asilo.

Come dicevo qualche tempo fa, gli asili qui ad Oslo sono molti, ma non abbastanza per tutti, e quindi siamo stati "fortunati" nel vederci assegnato un posto per Andrea.

Essendo un bimbo già grandicello rispetto alla media, ci è stato spiegato che aveva una priorità più alta. In principio ci avevano avvisato di non aver trovato nessun posto per lui, offrendoci un posto in un asilo privato. Poi invece abbiamo ricevuto una lettera con l'offerta di un posto in un asilo diverso dai 10 che avevamo "prescelto" nella nostra lista.

Contattato il bydel (dove "by" = città) cioè l'ufficio competente per quartiere, avevamo confermato il posto, anche se un po' lontano, e ancora in fase di costruzione. Siccome non esattamente sicuri della scelta, avevamo scelto di tenere Andrea sulla lista dei "disoccupati" in cerca di asilo.

E infatti, dopo qualche settimana, abbiamo ricevuto un'altra telefonata dall' asilo messo come prima preferenza.

A quel punto, abbiamo accettato decidendo di cancellare Andrea dalla "søkerliste", cioè tutti i bambini in attesa di un posto. Questo ha quindi confermato che Andrea avrà un posto in questo asilo. La data di inizio era stata fissata al 3 Agosto.

Papà aveva già un impegno, e poi dal 15 agosto al 5 settembre dovremmo ritornare in Italia, quindi abbiamo deciso di far iniziare l'asilo ad Andrea dal 7 settembre. Insomma, confermato il posto in asilo, dopo una settimana ci è arrivata una lettera dell'asilo, indirizzata ad Andrea. Bellissima, tutto spiegato nei minimi dettagli.

Ci hanno invitato a prendere appuntamento per vedere l'asilo prima di iniziare, incontrare le maestre, e preparare tutto il necessario per Andrea.

Devo dire che siamo molto agitati all'idea che si possa trovare in un ambiente sconosciuto, per la prima volta! senza di noi, e temiamo possa trovarsi male o a disagio. Per questo ho poi richiamato l'asilo, chiedendo alcune informazioni in più. Ad esempio se Andrea si troverà in difficoltà, non sapendo parlare nè inglese nè norvegese.

Ci hanno subito rassicurato da questo punto di vista. Anche altre persone con cui ha parlato Tamara hanno confermato che questo asilo è uno dei migliori, e sono abituati a trattare bimbi di tutte le nazionalità. Alcune maestre stesse sono "straniere", anche se parlano norvegese, quindi per loro è un po' una normale amministrazione.

Ci hanno garantito che se Andrea andrà in asilo, sarà naturalmente e facilmente bilingue. Potrà forse fare un po' di fatica all'inizio, ma è normale. L'importante è di non tentare di parlare norvegese a casa. È infatti importante mantenere la netta separazione tra ambiente familiare, dove parliamo italiano, e ambiente asilo, dove il norvegese è la lingua "normale".

Devo dire che dopo aver parlato con il personale dell'asilo mi sono sentito molto più tranquillo. Non è semplice per me, figuriamoci per Andrea. Forse pero' è proprio il contrario. Sarà più facile per lui...

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domenica 29 marzo 2009

Asili (barnehage) a Oslo

Qui a Oslo gli asili sono importantissimi. La battaglia per un posto in asilo è uno degli argomenti di discussione più gettonati. I genitori norvegesi prenotano un posto per il loro bambino appena dopo la nascita. Dopo l'anno di diritto di maternità, il bambino è subito avviato all'asilo.

I criteri di assegnazione dei posti sono cambiati diverse volte negli ultimi 2 anni. Ora vengono assegnati principalmente in base all'età del bambino. Più "vecchio" è, più ha priorità nel vedersi appioppato un posto.

Ad Oslo ci sono diversi tipi di asilo:

  • kommune barnehage
  • privat barnehage
  • kanvas barnehage
  • barnepark
  • åpen barnehage


dove "barn" significa bambino, e "hage" significa giardino. Giardino d'infanzia. I "kommune" barnehage sono gli asili comunali, direttamente gestiti dal comune di Oslo. I "privat" barnehage sono guarda caso gestiti da privati cittadini o famiglie. I "kanvas" barnehage sono un tipo speciale di asili accessibili soltanto alle famiglie che sono parte del kanvas, una specie di associazione privata. Di questi non ho capito molto devo dire.

Poi ci sono gli åpen barnehage, cioè gli asili aperti. Significa che i bambini non possono essere lasciati lì da soli, ma i genitori devono stare insieme ai propri bimbi per un tempo in genere limitato a qualche ora al giorno. Per questo motivo di solito sono utilizzati da famiglie con bimbi già grandi, dai 3 ai 5 anni.
I barnepark in teoria sono la stessa cosa degli åpen barnehage, almeno credo.

Ne avevo già parlato, di posti in asilo per tutti i bambini non ce ne sono. I governi norvegesi sono da tempo impegnati per garantire un posto ad ogni famiglia. Per questo motivo, se il proprio bimbo rimane senza posto, si ha diritto ad un sussidio mensile, il "kontantstøtte". Si ha diritto a questo sussidio anche se nella propria famiglia, ad esempio la nostra, il papà lavora e la mamma cura casa e figli. Il kontantstøtte è di circa 3300 NOK al mese per figlio, che sono circa 350 euro al mese. Viene corrisposto dallo stato ogni mese a partire dal 1° anno di età fino al compimento del 3° anno.

Poi non c'è da meravigliarsi se la Norvegia ha indice di fertilità 2.0 mentre l'Italia 1.2 o giù di lì.

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